ATTO PRIMO
Corte di Goffredo di Buglione, duce supremo delle armate cristiane, nei pressi di Gerusalemme, Argante, valoroso guerriero arabo, chiede al duce cristiano di rinunciare all’assedio della città (Giunta è tua gloria).
Goffredo rifiuta l’offerta e attacca. Alcuni dei suoi comandanti
muoiono in battaglia e Rinaldo, con l’inganno, tenta di prenderne il
posto. Goffredo è indignato e lo caccia con infamia
(Dai piu
sublimi).
Rinaldo allontanandosi, cade nelle grinfie della maga Armida, nemica giurata dei cavalieri cristiani, che invece si invaghisce di lui (oh giovanetti).
Nel frattempo i suoi compagni vengono trafitti sul campo e con loro i guerrieri nemici.
Si alza allora, per tutti quei martiri, una dolce preghiera (Ave Maria).
Gli assalti proseguono, ora un tremendo incantesimo incombe sul campo crociato.
Rinaldo viene richiamato, viene perdonato, viene inviato per liberare il campo dall’incantesimo (oh quante belle). Il redento cavaliere cristiano riesce nell’impresa e apre la via alla vittoria di Goffredo.
Il duce cristiano vince.
Il Santo Sepolcro è libero..
Buio
La città, teatro dell’orrenda carneficina, è scomparsa nelle tenebre e le rosse luci aprono la vista al regno degli Inferi.
Dante è di fronte a Francesca da Rimini attorniata da anime dannate ed ascolta la sua tremenda storia.
(Siede la terra).Dante, attonito, la lascia ed incontra Ciacco che giace nel fango, insieme ai golosi. Virgilio spiega il motivo del loro stato
(Più non si desta).Nel suo viaggio infernale incontra poi il fiume di sangue pieno di tremendi assassini. Dante e la sua coscienza inveiscono di fronte a tanto male
(oh cieca cupidigia).Ecco il suo antico maestro Brunetto Latini, intruppato in una schiera di sodomiti
(d’anime nude). Dante è sempre più triste, immagini tremende sono scolpite nella sua mente. Ora viene investito dallo sbatter d’ali di lucifero e i maledetti vessilli infernali gli si ergono di fronte (vexilla regis).Il viaggio volge al termine, con Virgilio risalgono verso le stelle, le stelle.
(Intrammo a ritornar)
ATTO SECONDO
Una bianca luce avvolge la scena.
Ora Dante è con Beatrice.
L’inviata dalla Vergine gli apre la mente al mistero del Paradiso
(Le cose tutte quante).Dante ha fame di conoscenza e Beatrice, con un coro di beati, sazia questa meravigliosa virtù
(Lo maggior don)Incontra San Tommaso che irrompe in un passionale elogio a San Francesco e alla povertà della chiesa
(O ignota ricchezza).Ma la sete di sapere di Dante non si placa, il mistero della resurrezione del corpo assilla i suoi pensieri. Delle anime beate, interrogate da Beatrice gli sciolgono questo dubbio (Quanto fia lunga la festa). Dante continua ad ascendere tra i vari cieli del Paradiso. Beatrice, nel frattempo, intona una fervente preghiera
(oh sodalizio).
Dante è quasi giunto all’Empireo, il cielo di pura luce, quando con Beatrice rivolge lo sguardo sotto di lui, e, vedendo la magnificenza del creato, ha un moto di sdegno contro la cupidigia degli uomini, che per essa non godranno di tale bellezza
( oh cupidigia).Dante è ormai arrivato alla fine del suo viaggio.
Si trova nell’Empireo, il cielo di pura luce. Oltre non si sale.
Ed è qui che ha l’apogeo della sua incredibile esperienza. Vede un punto luminoso, insostenibile alla vista, ed, intorno ad esso, nove cerchi angelici che turbinano a velocità diverse: Dio….. l’infinito.
Dante lo vede, unico uomo vivo. E’ immobile, in estasi, sopraffatto da tanta emozione.
Rivolge lo sguardo verso Beatrice e la ringrazia, per averlo guidato in questo meraviglio
(oh donna) ( a l'alta fantasia)